Chi fa da sé…:

 

Cracker e grissini

Seguite la ricetta di Lucia Cuffaro per fare in casa crackers e grissini!

16 mar 2014 08.08 Chi fa da sé... 3 Commenti

ketchup fai-da-te

Con Lucia Cuffaro: economia domestica new age!

Scusate il ritardo, ecco la ricetta!

 

Ketchup fatto in casa

Lucia Cuffaro

Rubrica “Chi fa da sé” Uno Mattina in Famiglia

 Ingredienti:
100 ml di olio extravergine d’oliva
1 kg di passata di pomodoro
3 cipolle medie
100 g di zucchero
1 bicchiere di aceto di vino rosso
1 cucchiaino di sale fino
3 cucchiaini di senape o mostarda
1 cucchiaino di noce moscata
2 cucchiaini di zenzero
1 cucchiaio di paprika piccante
4 chiodi di garofano
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio di acqua
Costo 1,5 euro per 1 k circa di prodotto
Costo commerciale per pari peso 5 euro circa

Il tomato Ketchup è un prodotto a base di pomodoro, aceto, zucchero, spezie. C’è la possibilità di variare moltissimo il gusto agrodolce combinando altre spezie o ingredienti.
Questa è la mia versione!
In una casseruola metto 3 cipolle medie affettate finemente con 100 ml di olio extravergine d’oliva assieme ad 1 kg di passata di pomodoro (1 bottiglia e mezza), 2 cucchiaini di zenzero in polvere o un pezzetto di un paio di centimetri di quello fresco, 1 cucchiaino di noce moscata grattugiata per dare una nota amara, 1 cucchiaio di paprika piccante, 1 cucchiaino di cannella in polvere o un pezzetto intero di una stecca e infine 4 chiodi di garofano pestati con un mortaio.
Quest’ultimi, oltre a dare profumo e aromatizzazione al composto ne prolungano la durata dato il loro noto potere conservante.
Lascio cuocere a fuoco moderato per circa 20 minuti.
Aggiungo poi 1 bicchiere di aceto di vino rosso, 100 g di zucchero meglio di canna dato che è meno raffinato ed ha anche un buon retrogusto di caramello, 1 cucchiaio di sale, 3 cucchiaini di senape o mostarda in barattolo o in polvere. Metto anche un cucchiaio di farina sciolto in poca acqua (meglio se maizena) per far addensare.
Facciamo cuocere per 1 oretta a fuoco moderato con un coperchio, aggiungendo eventualmente un po’ d’acqua per non far asciugare troppo la salsa.
Questa lunga cottura, oltre a permettere il diffondersi delle spezie, è utile anche per far evaporare gli aromi dell’aceto, che altrimenti potrebbero sovrastare gli altri sapori.
Trascorso il tempo necessario frulliamo finemente per rendere il tutto morbido e invitante!
Una volta raffreddata travasiamo la salsa in varie bottiglie di vetro sterilizzato (quelle della passata vanno benissimo così le recuperiamo) e conserviamo in frigorifero anche per un mese.
Un metodo per conservare sottovuoto il nostro Tomato Ketchup è di utilizzare il metodo delle nostre nonne per le conserve.
Come si fa? E’ semplice! Una volta chiuso in appositi barattoli va portato ad ebollizione per 20 minuti.
Una parte della nostra profumatissima salsa la mettiamo in un classico flacone di plastica da ketchup.
Si conserva in frigo per circa un mese.

02 mar 2014 09.09 Chi fa da sé... 6 Commenti

Detersivo per i piatti

Alle 9.37 impariamo a fare in casa il detersivo per i piatti: seguite i consigli di Lucia Cuffaro Autoproduciamo di Lucia Cuffaro
16 feb 2014 08.08 Chi fa da sé... 1 Commento

Pizza fai-da-te

Oggi impareremo a fare la pizza, come a Napoli, con Lucia Cuffaro, Docente dell’Università del Saper Fare, movimento per la decrescita felice!

09 feb 2014 08.08 Chi fa da sé... Nessun Commento

Borse e borsoni

Come pulirli e riporli con cura…naturalmente con Lucia Cuffaro, docente dell’Università del Saper Fare, Movimento per la Decrescita Felice…

 

Ecco i rimedi:

Le borse e i portafogli sono sottoposti all’azione del tempo e possono perdere la loro bellezza originale diventando spenti, oppure graffiandosi e macchiandosi. Oggi vediamo come pulirli con metodi assolutamente naturali ed economici!

 

PULIZIA BORSA/PORTAFOGLIO IN PELLE O CUOIO

Latte detergente o da bere

Lucido per scarpe

Batuffolo di cotone

 

Iniziamo la pulizia di un portafoglio cercando di rimuovere lo sporco accumulato da mesi o in alcuni casi da anni!!! Versiamo su un batuffolo di cotone del latte detergente o intero da bere e strofiniamo con gesti circolatori. In pochi secondi vedremo comparire sul batuffolo un velo nero! Bene! Stiamo andando verso la strada giusta.

Facciamo asciugare. Possiamo poi rimuovere l’eccesso con un altro batuffolo o ancora meglio con un panno di lana in modo da non adoperare troppi batuffoli.

 

 

MACCHIA DI INCHIOSTRO BORSA/PORTAFOGLIO IN PELLE O CUOIO

Latte detergente

Latte freddo

Alcool

 

Se invece ci ritroviamo con un bel segno di una biro dobbiamo innanzitutto pulirla delicatamente con un panno morbido asciutto e del latte detergente struccante. Lasciamo asciugare per qualche minuto. Poi imbeviamo un altro lato del panno con del latte freddo da frigo e passarlo delicatamente senza strofinare sulla macchia di inchiostro. A questo punto si prende un altro panno morbido e asciutto, dove vi si applica un po’ di alcool. Ora tamponiamo molto delicatamente la macchia, fino a che non sarà sparita.  A questo punto con un po’ di latte freddo di frigo risciacquate la vostra borsa e riammorbidite di nuovo, che vi assicuro sarà tornata come nuova..

 

GRAFFI E LUCIDATURA BORSA/PORTAFOGLIO IN PELLE O CUOIO

Carta vetrata fine

Lucido da scarpe

panno di lana

 

Nel caso di graffi molto evidenti, dobbiamo intervenire con della carta vetrata abrasiva molto fine attorno alla zona interessata in modo da diminuire il dislivello tra graffio e pelle, stando però attenti a non premere troppo, altrimenti si rischia di peggiorare la situazione. Poi applichiamo un lucido da scarpe del colore della pelle o neutro con uno straccio asciutto e morbido su tutta la superficie che abbiamo “scartavetrato”, strofinando bene in modo da farlo penetrare bene nella pelle.

In generale il lucido da scarpe è ottimo per dare nuova vita a borse e portafogli, anche senza graffi.

Per finire, usando un panno di lana, lucidiamo la borsa e il portafoglio, rimuovendo il lucido in eccesso.

 

BORSE SCAMOSCIATE, ALCANTARA O NABUK

Borotalco

Gomma da cancellare o mollica di pane

Spazzola

Calza in nylon

 

Per togliere le macchie di unto, possiamo cospargerle completamente di borotalco, lasciandole in posa una notte. Il giorno spazzoleremo via talco e unto!

Se siamo fuori casa e abbiamo sporcato una borsa possiamo “cancellare” velocemente la macchia in 2 modi a seconda di dove ci troviamo:

-al bar o ristornate con una mollica di pane bianco maneggiata tra le dita e resa più compatta e gommosa

-in ufficio con una gomma da cancellare

La polvere e le piccole macchie vanno asportate vie con una spazzola, quella classica per i panni su ci abbiamo applicato una calza in nylon magari rotta e quindi riciclata, che ha la funzione di attirare elettrostaticamente la polvere. 

 

BORSE DI PLASTICA E IN ECOPELLE

Acqua e sapone

Panno in microfibra

Latte detergente o da bere

 

Le borse in materiale plastico o ecopelle possono essere lavate con un panno in microfibra imbevuto di acqua e sapone e poi risciacquate.

Si può ravvivare la sua lucentezza dell’ecopelle strofinandola con cotone imbevuto di latte detergente o da bere (freddo).

 

ZAINI O SACCHE IN TELA

Palline da tennis

lavatrice

 

Nel caso di zaini della scuola e borse in tela leggera da spesa (in genere particolarmente sporchi!!!) abbiamo un trucco ricicloso: possiamo fargli fare un lavaggio in lavatrice mettendo nel cestello anche due vecchie palline da tennis, vanno bene anche un po’ sgonfie e malandate, che agitandosi nel cestello, sbatteranno sugli zaini favorendo l’eliminazione dello sporco.

 

FODERA

Acqua e sapone

Panno in microfibra

glicerina

 

La fodera in tessuto delle sacche o borse, va sbattuta delicatamente, tirandola fuori quando possibile, e va spazzolata energicamente. Possiamo rimuovere le eventuali macchie con un panno in microfibra imbevuto leggermente con acqua e sapone.

Se ne abbiamo di molto vecchie o particolarmente difficili da rimuovere, possiamo pretrattare con della glicerina, che si acquista facilmente al costo di 3 euro in farmacia alla boccetta.

 

INSERTI DI METALLO

smalto trasparente

 

Per proteggere gli inseriti dorati o argentati, la cui patina spesso si stacca o si crepa, possiamo passarvi sopra dello smalto per unghie trasparente. Questo gli darà una vita lunghissima!

 

26 gen 2014 09.09 Chi fa da sé... Nessun Commento

Rimedi antifreddo

“naturalmente naturali” ed economici con Lucia Cuffaro…

12 gen 2014 08.08 Chi fa da sé... 2 Commenti

Crema alla nocciola

Che si possa davvero preparare in casa una golosissima crema alla nocciola? Nulla è impossibile a Lucia Cuffaro, maestra del fai-da te!

Ed ecco la ricetta!!!

Una ricetta facilissima e veloce per preparare in casa un’ottima e sana crema di nocciole adatta per accompagnare fette biscottate, pane, biscotti e crepes che potranno arricchire la nostra tavola. Una golosità autoprodotta per i bimbi ma anche per i più grandi!

 

Crema di nocciole fatta in casa

150 g nocciole sgusciate

150 g di cioccolato al latte o fondente o bianco

5 cucchiai di zucchero di canna o di miele

2 tazzine di latte

barattolo di vetro

 

Mettiamo a tostare nel forno o in una padella per 5 minuti a fuoco molto basso 150 g di nocciole sgusciate. Un profumo meraviglioso  riempirà la stanza.

Ci accorgiamo che sono tostate al punto giusto quando prendono un bel colore bronzeo e si stacca facilmente la pellicina.

Per farlo, una volta che si sono intiepidite le mettiamo in un panno, le strofiniamo e togliamo la pellicina, oppure le sfreghiamo nelle mani se sono ormai già fredde.

Poi dobbiamo triturarle fino ad avere un sorta di farina grossolana assieme 5 cucchiai di zucchero di canna (se usiamo quello bianco, che comunque sconsiglio, ne vanno utilizzati solo 4).

Nel frattempo avremo messo a sciogliere a bagnomaria 150 g di cioccolata al latte (o fondente o bianca).

Aggiungiamo, mescolando bene, il tritato di nocciole con lo zucchero (oppure il miele d’acacia o di melata) e mano mano 2 tazzine di latte intero a temperatura ambiente. Volendo possiamo sostituire quest’ultimo con latte di soia o di riso.

Per verificare la consistenza dobbiamo prenderne un cucchiaino, lasciarlo raffreddare qualche istante e assaggiare. In caso sia poco cremosa, aggiungiamo altro latte.

Dobbiamo mescolare per qualche minuto affinché tutto il latte si cuocia (sempre a bagnomaria) e si amalgami il tutto. E alla fine avremo un risultato golosissimo e profumato.

Travasiamo in un barattolo di vetro riciclato, pulito e sterilizzato in acqua bollente e chiudiamo.

Si conserva per un mese e più fuori dal frigo (naturalmente evitare di metterla a contatto con fonti di calore o alla luce diretta), anche se probabilmente nel giro di pochi giorni “vedo e prevedo” che sarà terminata!!!

 

In base al tipo di cioccolato avremo 3 prodotti diversi ma egualmente golosi. Basta metterne un tipo a scelta in base al nostra gusto.

 

1 la classica crema di nocciole con cioccolato al latte

2 al fondente dal sapore intenso (in questo caso aggiungere una tazzina in più di latte)

3 la variante bianca con quello che viene chiamato cioccolato bianco (che in realtà è burro di cacao)

 

 

05 gen 2014 09.09 Chi fa da sé... 5 Commenti

Lanterne, barattoli decorativi e centro tavola di Capodanno

Bricolage di Capodanno: con Lucia Cuffaro impariamo a fare lanterne, barattoli decorativi e centro tavola creativi e low cost!

Un’idea originale per il capodanno? Il centrotavola “ricicloso” e porta fortuna fatto di tanti regalini per omaggiare i commensali una volta terminato il cenone!

LANTERNE e NUVOLA DI CD

colla vinilica
pennello
barattoli di vetro
foglie, rametti, fiori, lenticchie

carta velina
fil di ferro o di lana
cd o dvd

candeline con alluminio

 

Iniziamo dalla creazione delle lanterne. Utilizziamo come base dei barattoli di vetro. Li spennelliamo con una mistura per 1/3 di acqua e 2/3 di colla vinilica.

Prendiamo degli elementi naturali a piacere, facendoci aiutare dai bambini,  che si divertiranno un mondo a coglierli in terrazzo o in giardino, li incolliamo al barattolo spennellando sia sopra che sotto le foglie, i rametti, i fiori, disposti nel modo che più ci piace. Facciamo anche delle figure geometriche con delle lenticchie, dato che sono un tipico portafortuna per il nuovo anno!

Dopo di che prendiamo della carta velina bianca, la troviamo in quasi tutte le scatole delle scarpe o delle camice, ne tagliamo una striscia in modo da avvolgere completamente il barattolo e la facciamo aderire perfettamente sempre passando sopra e sotto la colla.

Possiamo anche eliminare gli elementi naturali e fare un patchwork con varie carte veline di diversi colori, seguendo la fantasia del momento!!!!

Diamo un’ultima passata della mistura di colla che una volta farà da strato protettivo trasparente. Facciamo asciugare per alcune ore fuori all’aria o su un termosifone poggiando il barattolo su un supporto in modo che la carta velina non macchi irrimediabilmente il nostro calorifero.

Poi, con del fil di ferro o di lana colorata, creiamo un manico per poter appendere la lanterna. Manca solo la candela, ne mettiamo una piccola di quelle con il contorno in alluminio all’interno. Una volta accesa per magia appariranno a contrasto tutti i fiori, foglie e rametti creando un effetto suggestivo.

 

Con lo stesso metodo delle lanterne creiamo la base del nostro centrotavola, prendiamo dei vecchi cd o dvd e li decoriamo nello stesso modo, con fiori e foglie, lenticchie e carta velina magari rossa, che è il colore portafortuna del capodanno.

 

BARATTOLI CON PREPARATO BISCOTTI

Barattolo a chiusura ermetica

120 g farina

110 g di zucchero di canna

120 g  di cioccolato fondente grattugiato

1/4 cucchiaino di lievito in polvere

Scorza di 1 limone grattugiata

Vaniglia grattugiata

Etichetta con scritto (2 uova, 1 tuorlo, 40 g burro)

 

Possiamo poi preparare come possibile regalino da disporre sul centrotavola dei barattoli contenenti tutto il necessario per fare i biscotti fatti in casa (ad esclusione dei prodotti freschi). Io ho scelto gli ingredienti per fare quelli a cioccolato. Il risultato finale sarà molto colorato e gradevole dato che disporremo gli ingredienti per strati che saranno visibili grazie alla trasparenza del vetro. Su un etichetta scriveremo poi quali prodotti freschi aggiungere, ovvero 2 uova e 1 tuorlo e 40 g di burro.

 

GLOBO DELLA NEVE

Colla a presa rapida

Pupazzetto

Porporina

Acqua

Barattolo con chiusura ermetica

Vischio

 

Ora creiamo i globi della neve che regaleremo ai bambini. Prendiamo un barattolino con chiusura emetica. Con della colla a presa rapida incolliamo un oggettino, un pupazzetto che abbiamo in casa, magari delle merendine o un regalino delle bomboniere.

Mettiamo all’interno del barattolo un dito di porporina luccicante (si compra in cartoleria) aggiungiamo dell’acqua e mettiamo delle colla sul bordo tappo. Chiudiamo e pressiamo in modo che la colla posta sul bordo sigilli il tutto. Dopo circa mezz’ora possiamo già scuotere la porporina che scenderà lentamente come la neve. Sulla base del barattolino come prima attorcigliamo del vischio portafortuna.

 

 

ALLESTIMENTO FINALE CENTROTAVOLA

Nuvola di cd

Globi della neve

Lanterne

Pigne

Chicchi di melograno

 

Una volta che sarà tutto pronto e asciutto disponiamo per prima cosa i cd decorati sul tavolo uno vicino all’altro per formare una base a forma di nuvola.

Vi sistemiamo sopra in modo armonico e alternato tutte le lanterne, i barattoli e i globi (l’ideale è che siano di diverse misure per creare un effetto più variegato). Aggiungiamo per terminare in modo sparso e quasi casuale anche delle piccole pigne, che per tradizione sono simbolo di longevità e dei chicchi di melagrano rosso rubino che evocano fertilità e allegria.

Possiamo volendo fare 2 centrotavola diversi se abbiamo un tavolo dedicato solo ai bimbi, disponendo su uno tutti i globi (magari con 1 o 2 lanterne ad illuminare) e sull’altro le lanterne e i barattoli.

A fine pasto potremo quindi donare ad ogni commensale una nostra composizione riciclosa, autoprodotta e portafortuna!

28 dic 2013 09.09 Chi fa da sé... Nessun Commento

La ricetta del panettone fatto in casa (di Lucia Cuffaro)

Il panettone è il tradizionalissimo dolce natalizio milanese, immancabile sulle tavole italiane. Oltre al suo impasto soffice e ricco, la particolarità è la sua immancabile forma a cupola. Per acquistarlo artigianale servono almeno 10-15 euro. Noi con 4/5 euro ne faremo 2! Non è complicato, è però necessario però stare a casa un intero giorno per seguire la lievitazione. Il tempo attivo di preparazione è ridotto, quello passivo in cui compiaciuti e con amore lo guarderemo crescere è sicuramente più lungo!

 

FASE 1: prima lievitazione (1 ora)

100 g farina 0 Manitoba

10 g di lievito di birra o 50 g di lievito madre

1 cucchiaino zucchero di canna

60 ml latte

 

Per preparare il panettone occorrono 4 fasi di lievitazione. Ma per prima cosa mettiamo in una ciotolina d’acqua 100 g uvetta per farla rincicciottare.

Iniziamo la prima lievitazione. Impastiamo 50 g di lievito madre oppure 10 gr di lievito di birra facendolo sciogliere in 60 ml di latte tiepido temperatura ambiente, incorporiamo 100 grammi di farina Manitoba, che è di tipo 0, che si presta molto ai prodotti da forno lievitati e 1 cucchiaino zucchero di canna (meno raffinato e più sano di quello bianco) per cominciare ad addolcire e aumentare l’effetto lievitante. Impastiamo fino ad avere un composto liscio ed omogeneo e mettiamo a fermentare in una ciotola coperta da pellicola trasparente o ancora meglio da un prodotto ricicloso diciamo “curioso”:

 

RIDUCI GLI SPRECHI

Una cuffia in plastica tipo quelle che vengono regalate negli alberghi!!!!

E’ ottima perché si adatta a vari diametri di ciotole e perché è riutilizzabile praticamente all’infinito, al contrario della pellicola.

 

Teniamo in un posto a temperatura costante come un forno (l’ideale sarebbe avere una temperatura di circa 30 gradi, magari vicino ad un termosifone) per circa un’ora, finché non vediamo raddoppiato il volume.
FASE 2: seconda lievitazione (2 ore)

Primo impasto

200 g farina 0 Manitoba

2 g di lievito di birra o 10 g di lievito madre

1 cucchiaio di latte

2 uova bio

60 g di burro morbido

70 gr zucchero di canna

 

Al primo impasto aggiungiamo 2 g di lievito di birra sciolto in un cucchiaio di latte sempre a temperatura ambiente, o 10 g di lievito madre, 2 uova intere, 60 g di burro a temperatura ambiente, 200 gr farina Manitoba e 70 g di zucchero di canna.  Impastiamo fino ad ottenere un composto liscio e non appiccicoso che posizioneremo di nuovo in un ciotola da coprire sempre con la cuffia o con la pellicola. Come prima, lasciamo lievitare in un luogo chiuso e asciutto a circa a 30° per circa due ore, fino al raddoppiamento del volume.
FASE 3: terza lievitazione (2 ore)

Secondo impasto

220 g farina 0 Manitoba

2 uova bio

3 tuorli d’uovo

120 g zucchero di canna

1 pizzico di sale

100 g burro morbido

 

Al secondo impasto aggiungiamo 220 g di farina Manitoba, 2 uova bio intere e 3 tuorli (con la chiara potremo fare delle ottime meringhe) 120 g zucchero di canna, 1 pizzico di sale, 100 g di burro morbido.

 

FARCITURA

100 g uvetta

100 g di frutta candita a cubetti

1 bacca vaniglia

Oppure

100 g di cioccolato fondente

 

È arrivato il momento di aggiungere la farcitura!

Per farlo come da tradizione aggiungiamo la scorza grattugiata di un limone biologico, 100 g uvetta messa prima in ammollo e poi asciugata, della vaniglia grattugiata e 100 g di frutta candita a cubetti come arancia o cedro e volendo anche un po’ di aromatizzazione alcolica (un cucchiaio di rum ad esempio).

Per renderlo più goloso io aggiungo al posto di uvetta e canditi le scaglie di cioccolato fondente (circa 100 g).

Impastiamo per almeno 10 minuti e lasciamo di nuovo a lievitare mettendolo in una ciotola coperta fino al raddoppiamento del suo volume, per circa 2 ore.

 

FASE 4: lievitazione nello stampo (2 ore)

Terzo impasto

confezioni di carta panettone

 

Trascorso il tempo e quando il volume dell’impasto sarà raddoppiato, lo rimpastiamo di nuovo su di un piano poco infarinato, gli diamo una forma sferica e lo posizioniamo in uno stampo da panettone di carta, che si può acquistare in pasticceria a pochi centesimi con la parte più liscia verso l’alto in modo da avere un risultato finale esteticamente migliore. In genere con questo quantitativo vengono 2 panettoni (se il tutto ha lievitato ottimamente e l’incarto è medio piccolo)! Lo lasciamo lievitare coperto fino a che l’impasto non arrivi all’orlo dello stampo (dovrebbero essere 2 ore).

 

FASE 5: cottura (1 ora)

 

Una volta che è a filo, lo mettiamo in un luogo areato per 10-15 minuti senza copertura in modo che sulla superficie si formi una specie di pellicola più asciutta, dopodiché incidiamo a croce la sommità posizionandovi al centro una noce di burro. Inforniamo a 200° per una quindicina di minuti, abbassiamo a 180°C facendo cuocere per altri tre quarti d’ora.

Durante la cottura si formerà la classica cupola e dobbiamo stare molto attenti a non bruciare la parte superiore del panettone, quindi nella fase finale dovremo coprire con carta argentata.

Una volta cotto, dopo un’ora totale, lo estraiamo e lo facciamo raffreddare, meglio ancora capovolto a testa in giù in modo da ottenere ancora  di più la classica forma bombata,  In che modo?

Le nonne milanesi tradizionalmente usavano un ferro da calza, lo infilavano orizzontalmente a metà panettone in modo che sbucassero fuori le due estremità e lo appoggiavano tra due sedie, lasciandolo a riposto lì per qualche ora. In mancanza dei ferri da calza si possono usare gli spiedini di ferro.

Con pochi euro avremo un panettone super gustoso con prodotti da noi scelti di qualità.

Buon appetito!!!

 

18 dic 2013 03.03 Chi fa da sé... 3 Commenti

Detersivi fai-da-te?

Provateci anche voi con le ricette di Lucia Cuffaro, docente dell’Università del Saper Fare.

Tra qualche giorno dosi e ricette!

Ecco le ricette:

Parliamo di detersivi per pavimenti, un argomento che ci viene molto richiesto, dato che sono sempre più diffuse allergie e dermatiti dovute all’utilizzo di sostanze chimiche detergenti. Abbiamo infatti il terrore del batterio, e cerchiamo di igienizzare tutto con completa indifferenza per i contenuti aggressivi, spesso anche tossici di molti prodotti per l’igiene della casa. Nel caso di bambini in casa o animali domestici sarebbe opportuno fare lo sforzo di usare il più possibile prodotti naturali; i prodotti chimici usati a terra arrivano presto alla loro bocca!

 

 

PAVIMENTI IN CERAMICA, GRES PORCELLANATO E TERRAZZI IN COTTO

1 bicchiere di aceto bianco o aceto di mele

3 l di acqua calda

10 gocce di tea tree oil (facoltativo)

 

Per lavare i pavimenti in piastrelle, grès porcellanato e cotto possiamo utilizzare 1 bicchiere di aceto bianco diluito in 3 litri di acqua calda, che andrebbe sempre utilizzata perché già da sola uccide molti microbi e aumenta la detersione. Non dobbiamo risciacquare. L’aceto sgrassa, lucida e tiene lontani i piccoli insetti. Per questo motivo è consigliato utilizzarlo anche per il terrazzo in cotto. Se non ci piace l’odore possiamo utilizzare l’aceto di mele.

Se abbiamo animali in casa o vogliamo aumentare il potere igienizzante della miscela aggiungiamo all’acqua 10 gocce di tea tree oil, che è battericida e antimicotico. Utilizziamo sempre un panno in microfibra che cattura lo sporco più a fondo e con meno fatica. Esistono molti spazzoloni che hanno anche dei buchi sulla base superiore dove poter incastrare il panno in modo in da pulire più agevolmente.

 

DETERGENTE PER MARMO E GRANITO

3 l di acqua

1 bicchiere alcool denaturato

1 tazzina di bicarbonato di sodio

1/2 tazzina di scaglie sapone di Marsiglia

 

L’utilizzo di sostanze acide come l’aceto o di detergenti aggressivi è invece assolutamente sconsigliato dato che potrebbero graffiare il marmo e rovinarlo in modo irrimediabile.

Un trucco per determinare se le superfici sono in marmo naturale o artificiale è, infatti, proprio quello di versare qualche goccia di aceto su un’area non visibile (dobbiamo asciugare immediatamente con un panno umido per evitare danni). Se si tratta di marmo naturale, vedrete frizzare e alcune bolle. Se non notiamo effetti è invece di tipo artificiale. Un altro metodo è la temperatura. Il marmo naturale è generalmente più fresco, quello coltivato ha in genere la stessa temperatura dell’aria circostante.

Dopo ave spazzato per bene possiamo sgrassare creando una soluzione con 3 litri di acqua calda, 1 tazzina di bicarbonato, 1 bicchiere di alcool denaturato e 1/2 tazzina di scaglie di sapone di Marsiglia da sciogliere girando la miscela. Laviamo quindi il  pavimento con l’aiuto di un panno meglio se in microfibra.

 

PARQUET
2 l di acqua calda
1 bicchiere di aceto o 4 cucchiai di bicarbonato
panno in microfibra

 

Dobbiamo innanzitutto distinguere il parquet naturale dal parquet verniciato. Per entrambi l’ideale è usare panno in microfibra bagnato con acqua calda e ben strizzato, dato che l’acqua gonfia il legno.

Il parquet verniciato, che in genere è più lucido, non ha bisogno di prodotti specifici per essere pulito. Avendo già una barriera protettiva può essere lavato tranquillamente con acqua (2 l) e aceto (1 bicchiere).

Al contrario per il parquet naturale, che ha un effetto diciamo più di legno grezzo, l’aceto non va utilizzato. Basta usare acqua calda e panno in microfibra a cui si aggiungono 4 cucchiai di bicarbonato. Una o due volte l’anno si può raddoppiare la dose di bicarbonato (8 cucchiai) per pulire più a fondo e schiarire leggermente.

 

LUCIDATURA DEL MARMO E GRANITO

Maglione di lana

5 cucchiai di bicarbonato di sodio

1 l di acqua calda

 

Per lucidare il marmo, usiamo il metodo delle nostre nonne: prendiamo un vecchio maglione di lana e lo tagliamo fino ad avare un rettangolo grande più o meno 50 cm x 30 cm. Lo passato energicamente sul pavimento. Questo metodo antico da ancora grandi soddisfazioni!

Una volta al mese possiamo lucidare e sgrassare più a fondo le superfici di marmo utilizziamo una miscela di 5 cucchiai di bicarbonato di sodio in un 1 litro di acqua calda, mescolando bene. Usando un panno pulito, passiamo sul pavimento uno strato sottile del prodotto, lasciando asciugare per circa 5 ore. Dopo di che risciacquiamo solo con acqua calda.

 

LUCIDATURA DEL PARQUET
2 cucchiai di olio di lino

panno di lana

 

Per nutrire il legno mettiamo 2 cucchiai di olio di lino, facilmente reperibile in erboristeria o in ferramenta a costi contenuti su un panno morbido in lana distribuendo bene il prodotto in modo che non faccia tracce di olio una volta che verrà usato sul pavimento e strofiniamo il parquet. Facciamo asciugare all’aria per alcune ore poi rimuoviamo l’eccesso con un altro panno di lana pulito meglio se infeltrito.

08 dic 2013 12.12 Chi fa da sé... 13 Commenti

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