• Atteso appuntamento con il Prof. Francesco Sabatini ed il suo Pronto Soccorso Linguistico

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    • silvio semprini scrive:

      Buongiorno,
      ho appena udito la parola “SCANNERIZZARE” ronunciate dal Sig. Tiberio Timperi in perfetta sintonia con “Google Translate”.
      Penso che per tradurre “TO SCAN” dall’Inglese possa essere utilizzato il verbo italiano “SCANSIONARE” senza ricorrere ad un inutile neologismo, anche se devo ammetterre che “SCANSIONATORE” mal si adatta alla lingua italiana.

    • Antonio Zorco scrive:

      Buongiorno, Professore.
      Qualcuno continua, imperterrito, a usare il verbo “centrare” in luogo di “entrarci” nel significato di “averci a che fare”. Solo pochi giorni fa, nella trasmissione “Uno Mattina”, Francesca Fialdini, nel corso del consueto e simpatico siparietto con i conduttori de “Il Ruggito del Coniglio”, ha esclamato “non voglio centrare nulla”, invece che “non voglio entrarci (per) nulla”!
      Questo malvezzo è probabilmente favorito dal fatto che i tempi semplici dei due verbi, foneticamente, coincidono: “centro” e “c’entro” (derivato dall’elisione di “ci entro”), “centravo” e “c’entravo”, “centrai” e “c’entrai”, e così via.
      Le cose si complicano nelle forme derivate dall’infinito (“Non capisco cosa possa centrare tutto ciò” invece che “…cosa possa entrarci tutto ciò” e via di seguito).
      Si complicano ancora di più nei tempi composti. Infatti, “centrare” è transitivo, e quindi si dovrebbe usare l’ausiliare “avere”. E qui casca l’asino! Ho sentito dire da un esponente politico “non ci sono centrato (!) nulla” anziché “non ci sono entrato per nulla”: doppio errore, per il verbo improprio, e per l’uso dell’ausiliare “essere”. Volendo a tutti i costi perseverare nell’uso errato di “centrare”, ed al contempo rispettare le regole grammaticali, il nostro amico avrebbe dovuto dire “non ho centrato nulla”, ma questa locuzione avrebbe avuto palesemente un diverso significato rispetto a quello che aveva in animo di esprimere.
      Le chiedo quindi di farsi promotore di una campagna “anti centrare”.
      Grazie infinite.
      Antonio Zorco – Cagliari

    • Giuseppe de Nitto scrive:

      Leggevo qualche giorno fa la seguente frase: per i problemi risolubili, faremo del nostro meglio; per i problemi irresolubili … ecc. ecc.
      Ma solubile non si riferisce a qualcosa che si può sciogliere in un liquido? Non è più corretto dire “risolvibile” e “irrisolvibile”?
      Grazie dell’attenzione
      Giuseppe de Nitto – Caserta

    • Bruno Crosignani - Cavalese scrive:

      Caro Professore,
      quando imparai a scrivere, negli anni ’60, non avevo dubbi che si dovesse dire: “sono andato”, ma “HO dovuto andare”, “sono venuto” , ma “HO voluto venire”, “sono sceso”, ma “HO potuto scendere”. Ora, da un decennio e oltre sento dire: “SONO dovuto andare”, “SONO voluto venire”, “SONO potuto scendere”, espressioni che a me stridono. Come sta la faccenda?
      La ringrazio

    • Maria Grazia scrive:

      Egregio Professore,
      Le scrivo per la prima volta con una certa emozione, pur seguendo la Sua rubrica da anni. Voglio sottoporLe un mio dubbio. Da un po’ di tempo noto specialmente in Tv, l’uso della locuzione prepositiva “PIUTTOSTO CHE” con valore disgiuntivo di “OPPURE”. Mi chiedo, il suo uso corretto non è invece quello comparativo di “ANZICHE’ “?
      La ringrazio,

      Maria Grazia Di Dio – Palermo

    • Francesco Anselmi scrive:

      Egr. Prof. Sabatini,
      sento spesso dai giornalisti televisivi ma anche dagli altri nominare gli abitanti dei paesi in modi diversi.
      Ad esempio: keniano o keniota, equadoriano o equadoregno, costaricano o costaricense e molti altri.
      Sono ammesse tutte le forme?
      Grazie e saluti
      Francesco Anselmi

    • Rosa brunzo scrive:

      Gent.mo prof.
      Penso che la lingua italiana debba trovare per le coppie omo un termine nuovo per definire marito o moglie i propri compagni. Non si può sentire che Scialpi dica al suo amore mio marito oppure che Chiara Vecchioni dica della sua compagna mia moglie.

    • Rosa brunzo scrive:

      Gent.mo Prof,
      Gli omosessuali devono avere tutti i diritti civili,ma ci vuole un termine nuovo che li definisca ma non marito o moglie! Nelle famiglie non ci possono essere due mariti o due mogli o due mamme o due padri! Queste cose generano confusione nella mia mente

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